“Il Viaggio – Finestra sullo Spazio”
“Il Viaggio – Finestra sullo Spazio “ (16 gennaio 2026) Stampa su plexiglass 5 mm, di cm 24 x 31, termodeformata assemblata a vecchia cornice dorata di cm 51 x 57 con intreccio di funi marinare
“Il Viaggio –
Finestra sullo Spazio”
Le cantine alle volte nascondono molte cose abbandonate nei tempi che furono.
Da quei posti bui e sporchi è riemersa questa cornice; quale immagine racchiudesse è un pò difficile dirlo; certo qualche foto o dipinto di un antenato, qualcuno di importante, visto la raffinatezza di quest’ intaglio fine ‘800.
Questo fu il primo elemento che mi sussurrò di lavorarci sopra, di farci qualcosa.
Quel vuoto centrale circondato da una sagoma intagliata in oro, quel ripiano blu verdastro oltre la prima sagoma di cornice, delicatamente decorato con ghirigori dorati ai quattro angoli, racchiusi in una ulteriore cornice lineare dorata, mi suggeriscono l’idea che formino un qualcosa simile ad un’ onda che si propaga nello spazio circostante, come un sasso gettato in uno stagno.

(Edizione unica di 3)
Lo Spazio, l’ onda, concetti interessanti su cui porre attenzione. A questo punto questa cornice non è più una cornice o un raccoglitore di qualcosa, ma diviene elemento primario di un qualcosa che deve ancora formarsi.
Quel blu intermedio tra le due cornici mi affascina e mi spinge a ricercare un’ immagine da inserire in quello spazio centrale vuoto, un’ immagine che possa fare da contrappunto al tutto.
Ecco ciò che cercavo, quel colore celeste che si potesse abbinare a quest’ insieme di elementi.
“Finestra sullo Spazio” del febbraio 2024, elaborato da uno schizzo a matita portato poi sul computer e lavorato con colori digitali.
Una donna che si desta, o si risveglia o che danza, con alle spalle una finestra grigia e ai lati uno spazio celeste.
Parrebbe la finestra di un’ astronave che naviga nel Cosmo siderale, ed il riquadro grigio alle sue spalle, un blocco di ghiaccio che si scioglie lentamente sino a farla fuoriuscire da quella ibernazione.
Perchè, è stata ibernata? Cosi si direbbe, visto che in natura la femmina è procreatrice del genere umano ed animale.
Incapsulata e proiettata nello spazio cosmico, è come un seme da cui germoglieranno nuove generazioni di esseri intelligenti, nella speranza che non siano ignoranti come gli attuali esseri terrestri.
Questa lastra di plexiglass su cui è stampata l’immagine, inizia allora a deformarsi, a prendere vita, a voler essere attiva in questo viaggio, a voler prendere le redini di questa astronave.
Verso dove non si sa, ma certamente lontano da qui, da questo caos sempre più caotico, da questo mare sempre più tempestoso, dove sembra essere marcito quel seme innestato millenni orsono.
Marcito o svanito nel nulla, nonostante a più riprese si sia cercato di alimentare con nuove iniezioni di speranze.
Marcito in questa epoca buia da falsi Profeti illuminata, ma ancora speranzosa di riemergere in tempi futuri, per rigenerare nuove forme di vita.
E come un antico marinaio di veliero pronto a salpare, come l’ antico Odisseo delle mille peregrinazioni, come un antico navigante alla ricerca di terre sconosciute, issa le sue vele attraverso quelle funi tiranti da un capo all’altro di quella cornice-cosmo.
Non è finita la sua missione, anzi potrebbe dirsi appena iniziata, proprio perchè alle sue spalle lascia tutto il vissuto storico sino ad ora conosciuto.
Lascia e riprende ad immergersi in nuove dimensioni sconosciute.
Anche se appesa ad una parete con un chiodo od un tassello, anche se invisibile all’ occhio dei molti che le passano accanto, anche se tutto ciò che la circonda è silenzio assordante o frastuono cacofonico, il suo viaggio nel Tempo futuro è iniziato.
Non so se scoprirà qualcosa, se farà germogliare nuove speranze, se sarà l’ inizio di nuove future umanità, ma quel seme esiste e non intende morire.
“E’ strano cometutto questo possa nascere
da questo semplice schizzo”.






