“Humanitas Crucis”
“Humanitas Crucis” (maggio 2024) cm 100 x 80 (Digital painting stampata su lastre di alluminio di cm 20 x 30 e su lastra di plexiglass termodeformato, assemblati su un reperto di cornice dorata dell’ ‘800.) (Edizione unica)
“Humanitas Crucis”

Trovare un senso in questo Universo in cui navighiamo soli e disperati, come Ulisse in un mare aperto.
Un frammento di una testata di cornice dorata posta in orizzontale, come parte di un croce sospesa nello spazio, inchiodata ad una parete bianca. Sulla cima di questo frammento una sfera (sole o luna poco importa), ciò che conta è il potersi aggrappare per non lasciarsi disperdere nello spazio vuoto circostante.
Frammento di una Croce. l’ Umanità raccoglie le sue proprie forze per non lasciarsi annientare, mentre nel cielo nero delle varie immagini una bianca luna lo scruta.
Ci guardiano attorno attoniti, appesi a quel lembo di terra, inchiodati per non cadere, seduti in riflessione mentre attorno a noi il caos dilaga ovunque.
L’ odio corre per le strade sorretto da ideologie malvagie che prendono il sopravvento, mentre le bombe cadono fra gli inermi e sterminano i dissidenti.
L’ignoranza dilaga fra le generazioni che si susseguono, spinta da ideologie tarlocche che fanno di tutto per farci credere che gli “altri” sono i cattivi e “noi” siamo i buoni.
Buoni di che cosa non si sa, ma certo non “cattivi” come gli altri, di cui non sappiamo nulla e non vogliamo sapere nulla.
La politica si nutre di questo, in special modo le “opposizioni” battute elettoralmente, ma sempre pronte ad usare armi illecite pur di ritornare a governare senza passare mai per una regolare e legittima votazione popolare.

Il mondo si ribalta. si rimescola come in una casseruola, dove finti Maestri si autoproclamano Leader per un solo tornaconto personale, e ingaggiano battaglie assurde trascinando seco miriadi di giovani indottrinati: burattini,
Burattini nelle mani di pochi maniaci senza scrupoli; burattini che credono di essere liberi ma non sanno di essere legati mani e piedi, pronti per essere gettati nelle fiamme che li bruceranno sino a farli scomparire.
Sono i mille pensieri che si sovrappongono caotici, il non saper più dove andare, cosa fare, mentre la Luna imperterrita ci squarcia e ci illumina nell’atto di sorpresa di questa riflessione.
Un leggero soffio di vento (in quest’ altra immagine) spazza via quelle nubi minacciose e gonfia le nostre vele di speranza.
Le pieghe di quel plexiglass termodeformato sono la spinta per iniziare un nuovo viaggio; sono le ali pronte a vibrare per portarci ad una nuova rinascita.
Ma nel viaggio ci portiamo dietro sempre il nostro fardello di peso passato.
La Luna alle spalle luminosa ci rischiara, mentre tentiamo come “Prigioni” inglobati nel marmo michelangiolesco, di uscire da quella dura pietra.
Come Ercoli ci spingiamo innanzi trascinando una fune che aggrappa quella sfera-mondo lontana, (sulla cima di quel frammento di cornice), appesa alla quale un’altra immagine appare nel contorcimento, intenta a risalire dal buio nero che l’attanaglia.
Alle spalle la Luna con il suo raggio, sembra tenderle le braccia ed un Sole infuocato riscaldare e sciogliere quelle tensioni accumulate.
L’ultima Immagine posta all’ estremità di questo lembo di cornice-terra, è forse una speranza per riuscire a ritrovare una via per una vita nuova.
Il cielo blu li rischiara mentre avvinghiati tentano di lasciarsi alle spalle l’ oscurità della nostra esistenza,
C’ è sempre però qualcuno che ancor non riesce a comprendere e si dimena nell’ angoscia dell’ odio oscurando la luce del sole che alle spalle fa capolino.
E si disperde nello spazio vuoto sottostante come astronauta sganciato dalla navicella-madre.
Dall’estremità opposta sembra discendere un’astronave aliena che in se porta un seme di speranza, una coscienza nuova da iniettare a questa umanità cieca.
Un’Opera semplice e complessa, frutto di meditazione o casualità, non saprei dire; Ma l’ accostamento di quelle immagini poste in quel modo sembrano proprio suggerire quanto descritto.
La bellezza dell’Arte sta proprio un questo, nell’ atto inconscio di creare qual’ cosa che poco a poco ci rende consapevoli e ci permette di comprendere meglio la realtà in cui viviamo.
Se avessimo pianificato il tutto prima ancora di iniziare, avremmo creato qual’ cosa di freddo, di stereotipato, qual’ cosa senza anima, qual’ cosa non capace di darci emozioni.
Perchè è durante l’ atto del creare, del tempo che si sovrappone al tempo, dei giorni che si susseguono ai giorni, che si inseriscono nuove emozioni che ci porteranno al compimento dell’ Opera ed al suo significato.
Non è detto però che le parole esprimano meglio delle Immagini, che siano più chiare ed esplicative. Molto spesso sono troppe dure e violente, troppo chiare e taglienti.
Non che le immagini siano altrettanto veementi e feroci, ma spesso lasciano spazi inesplorati, spazi aperti che possono ribaltare il concetto.
In definitiva le Immagini sono un linguaggio universale, comprensibile a differenza delle Parole che per essere comprese debbono essere tradotte nelle varie lingue umane.
I Poeti usano le Parole, le scelgono fra le varie possibili, le limano per farle più taglienti ed efficaci ad esprimere un loro pensiero.
Per l’ Artista basta un Segno, un colore per racchiudere un’ emozione ed una Idea. Non ha bisogno di traduzioni per parlare all’ umanità (anche se poi quella stessa umanità non è sempre in grado di comprendere).
Forse alla fine, è molto meglio lasciar parlare le Immagini che sono più aperte alle idee, che non le parole che spesso ci condizionano.














