“Ecce Homo”

“Ecce Homo” (5 maggio 2025) (Digital painting su lastra di plexiglass mm5 termodeformata, di cm. 50 x 60 con cornice intagliata dipinta a mano di cm.67 x 76 con intreccio di funi marinare.)
“Ecce Homo”
Perchè questa cornice intagliata e dorata, ridipinta a colori tenui, verniciata e laccata?
Perchè questa immagine color pastello, indefinita ma finita nei tratti. delineanti una figura umana?
Perchè? Non c’è un perchè vero e proprio se non quello di esprimere una sensazione, un istinto indefinito che si agita su una lastra di plexiglass gibollata in alcuni punti.
“Ecco l’Uomo” sembra dire quest’ ammasso di colori su uno sfondo rosa, verde oliva e blu lilla.
“Ecce Homo” alle cui spalle un sole o luna color lilla si perde in lontananza mentre nasce o muore.

Alle spalle un buco nero sembra inghiottire quella testa non ancora ben definita. In realtà quello è lo schienale di una poltrona dove l’ uomo sta seduto mentre guarda e riflette. Comunque un Buco Nero va benissimo.
Guarda il mondo e l’ effetto che esso fa su se stesso.
Un mondo caotico pieno di buchi neri che l’ assorbono, ma anche di blu cerulei e di verde speranza che palpitano all’ interno della sua forma umana.
Tasselli di puzzle in attesa di essere assemblati nel giusto modo.
Tasselli. Ma ce ne vorrà di tempo prima che riescano a ricomporsi.
Passeranno millenni e forse neppure quelli basteranno per ridare o ricostruire una forma umana accettabile; una forma che comprenda e riassuma l’ intero senso dell’ Universo.
Intanto quest’immagine giace li, assorta nei suoi pensieri, riflessa in quell’ atmosfera tenue di color pastello.
Racchiusa in quella cornice arzigogolata ritmica di altri tempi, dove funi marinare si intrecciano come ragnatele quasi a protezione.
Antico e moderno, entrambi cercano un’ unità d’ intenti e di scopi.
“Ecce Homo”, “Ecco l’Uomo” di oggi non dissimile da quello dipinto da Antonello da Messina, e da alcune mie libere interpretazioni.
Sarà il titolo dato all’Opera o sarà l’ atteggiamento dell’ Immagine che mi ha richiamato alla memoria questa tavola dell’ Antonello. Il ritratto di un Uomo, il suo sguardo compassionevole, il suo destino imminente, il suo punto di partenza su quello che succederà dopo.
Un qualcosa in comune che mi pare legarli assieme attraverso i centinai di anni o i millenni che li separa. Ecco l’ uomo nell’ intento di ricercare la sua vera entità in un mondo che non ne riconosce più la sua natura più alta.
Ecco l’uomo come è oggi nel caos della sua vita quotidiana, dove tutto è un frammento, dove tutto gli precipita addosso, dove tutto lo sradica, e la sua unica possibilità è quella di non perdere quel filo d’ Arianna che potrà riportarlo alla sua vera essenza.
Da Ecce Homo ad un “Uomo di fronte”, la stessa immagine stampata su plexiglass inizia a sollevarsi da un angolo del quadro che si contorce, come a voler uscire da quella gabbia che l’ imprigiona.
La cornice nera che l’ avvolge, le spighe di grano dipinte sul passepartout, sembrano dare un movimento ed un affiato di speranza a quest’ immagine seduta.
Non siamo soli, appesi ad una parete dove il quadro viene posto; o meglio, siamo soli nella ricerca di noi stessi, perchè il mondo tutt’ attorno ci vuole legati, incatenati e prigionieri.
La libertà di pensare fa paura; la libertà di scelte diverse da ciò che le masse hanno deciso o meglio le hanno imposto di fare, fa paura.
Il non essere allineati al “politicamente corretto”, a ciò che gli altri decidono che sia “giusto”, fa paura.
Ma anche se trafitti e lacerati, il Prometeo che è in noi non muore; il Prometeo incatenato che sfida gli Dei, non muore, perchè sa che la sua Missione è più alta e nobile di quella del Potere dominante.
Il Cristo di Antonello da Messina ne esprime pienamente questo intento con il suo sguardo compassionevole di fronte ai potenti del suo tempo, che non sanno e non possono immaginare quello che di li a poco succederà.
Altrettanto quella del nostro, si pone come inizio di una rinascita lunga ed incerta, come emblema del non volersi far sottomettere alle idiozie del mondo, ma ricercare nell’ Io più profondo il vero senso dell’ esistenza umana.
“E’ strano come tutto questo possa nascere
da questo semplice schizzo”.












