“L’Attesa”
“L’attesa” (20 maggio 2025) cm 50 x 65 (Digital painting su lastra di plexiglass mm5 termodeformata, di cm. 50 x 65 con cornice intagliata dorata di cm 90 x 65 con intreccio di funi marinare.)
“L’Attesa”
Un semplice schizzo a matita scannerizzato poi al computer e dipinto con Photoshop. Stampato successivamente su una lastra di plexiglass di 5 mm e termodeformato in alcuni punti. Successivamente inserita in una antica cornice dorata.
Quest’ immagine comparirà in innumerevoli variazioni in altre opere seguenti, ognuna con un suo proprio significato.
Questa è una delle prime, immersa in un’atmosfera serena e tranquilla.
Il celeste che domina l’immagine si mescola col fucsia di quelle nuvole all’orizzonte e con la figura in primo piano.
Tre macchie gialle ai lati sembrano far brillare l’ atmosfera, Una di queste è la chioma di un albero e la sua lucentezza pare un sole che si affaccia sulla scena.
I contorni della figura sono illuminati da quel raggio luminoso che sembra rendere fluorescente l’ intera immagine.
“Sedendo e mirando…” mi ritorna in mente Leopardi; ma qui siamo in “Attesa”, perchè è questo il titolo dato e questo sembra fare questo personaggio.
Una calma apparente, luminosa, che si riflette in quei gonfiori del plexiglass termodeformato, come in fase di ebollizione pronto a muoversi, per andare oltre, per andare verso…, per superare quell’ antica cornice dorata, dove alcune funi la trattengono.
Ma queste funi stanno li per trattenere la cornice e di conseguenza l’ immagine, o piuttosto sono corde marinare di un ipotetico veliero pronto a salpare?
In definitiva la destinazione di un quadro è quella di essere appeso ad una parete, in uno spazio vuoto dove tutt’ attorno circola il mondo con il quale il quadro può dialogare.
Questa idea dello spazio vuoto attorno, del veliero che si immerge in questo mare aperto, mi affascina e mi riporta alla memoria il grande viaggio di Ulisse.
Ecco allora che questa antica cornice lignea si trasforma nella “nave di Ulisse” e quelle funi tese fanno da tiranti alle vele, che gonfie di vento e di speranze, lo spingono innanzi nel mare aperto della conoscenza.
Non è emblematica ora quest’ immagine; è chiara nella sua prontezza ad affrontare le sfide che lo attendono, quelle sfide che il contemporaneo gli pone innanzi.
Quel braccio teso in avanti pare voler afferrar con forza il timone della sua nave, per dirigerla fra le onde impetuose di quel mare tempestoso che gli sta intorno.
Non a caso Ulisse riemerge dall’ antichità; non a caso lo spirito della conoscenza riappare in un momento storico dove l’ appiattimento culturale è divenuto normalità.
Ulisse, Odisseo, l’ uomo senza paura che sfida gli Dei maligni che lo vogliono far naufragare pur di non farlo giungere alla sua meta. Ma lui temerario li sfida tutti nel suo peregrinare.
E qui, in questa immagine sembra essere rinato per dirci di non temere le sfide e le avversità, perchè la forza e la fede dei nostri pensieri è più grande e duratura di qualsiasi altra cosa.







