“Riflessioni sul Tempo”
“Riflessioni sul tempo” (Novembre 2024) (Digital painting- Stampata su banner di cm 80 x 110 assemblalo a cornice dorata fine ‘800 di cm. 130 x 200 e frammenti di plexiglass a specchio.)
“Riflessioni sul Tempo”
Ancora incerto il titolo di quest’ Opera, dato forse un pò frettolosamente all’ immagine centrale, che poi si è riportata anche in quest’ ultimo lavoro.
Un primo cenno critico sull’ immagine centrale fu dato da Josè Van Roj Dalì (figlio del grande pittore spagnolo)

(Edizione unica di 3)
“L’opera si configura come un’ esplorazione ardita e complessa della contemporaneità, realizzata attraverso un linguaggio visivo che sfida e stimola l’ osservatore.
L’ artista, con l’ uso sapiente della tecnologia e dei materiali moderni, crea un’ opera che oscilla tra l’ astratto e il figurativo, tra il caos e l’ ordine, riflettendo le contraddizioni e le ambiguità del nostro tempo.
La composizione è un caleidoscopio di colori vivaci e linee dinamiche, che si intrecciano e si sovrappongono in un groviglio di forme fluide e cangianti.
Al centro, una figura umana emerge con forza, quasi come un’ ombra luminosa, delineata da contorni sottili e da una miriade di dettagli intricati.
Questa figura, in bilico tra la materialità e l’ evanescenza, sembra rappresentare l’ essenza stessa dell’umanità, eternamente sospesa tra il tangibile e l’ intangibile.
L’ acrilico, con la sua trasparenza e lucentezza, dona un effetto di leggerezza e modernità, mentre l ‘alluminio, solido e resistente, aggiunge una dimensione di robustezza e permanenza.”
Ora questa stessa immagine viene stampata su banner e legata con funi marinare ad una cornice dorata fine ‘800 di notevole dimensione. Le funi tiranti danno movimento al panneggio che sembra voler uscire da quella cornice.
In basso sullo sfondo la figura si porta seco una sfera-mondo. Frammenti di specchio (lastre di plexiglas a specchio) riflettono l’ambiente circostante.


Elementi vari da comprendere e decifrare; simbolici e descrittivi.
Avevamo visto un uomo seduto “In attesa di un Pensiero”, di una scintilla che l’ illuminasse sul da farsi.
Qui ora quell’ uomo sembra essersi alzato e pronto ad agire. Il drappo alle sue spalle pare essere una bandiera che sventola di un rosso fiamma, simbolo storico di un Partito del ‘900, forse una riscossa.
La Storia però ha fatto i suoi passi, è andata avanti svelando ambiguità ed intrighi in quel drappeggio; ed ora non resta che lasciarsi alle spalle tutto quel passato torbido, per cercare nuovi cammini e nuove idee.
Il cielo davanti a se è grigio con frammenti di stelle che paiono pipistrelli intenti a portare un pò di luce nell’ oscurità dei pensieri.
Uno spiraglio di celeste appare tra le dune di quel deserto lontano; un cielo blu che tende ad espandersi all’ interno di quella figura che sembra balzare in avanti portandosi dietro tutte le proprie contraddizioni.
ll mondo, la società sta cambiando, è tutto un fermento; nuove idee si confrontano e si scontrano con altre idee. Luci ed ombre ci attanagliano e siamo confusi.
Quale Società vogliamo non ci è ancora chiaro, anche perchè stiamo uscendo da zone grigie e nere che ci hanno ingabbiato e vogliono continuare a farlo.
Siamo rimasti uomini senza Fede, senza un “credo” che ci illumini, che ci dia speranza. Altri Uomini di Fedi differenti sono pronti a sopraffarci, a sterminarci seguendo le scritture dei loro testi sacri e con questa convinzione medioevale avanzano all’ interno della nostra società.
La Storia è piena di queste invasioni barbariche, di questi “Cavalli di Troia” lasciati entrare come segno propiziatorio degli Dei, rivelatisi invece nefasti.
Ed è difficile quasi impossibile far capire il rischio che si corre a questi umani privi di conoscenza storica, assetati solo di rivalsa e di vendetta. Questi umani venuti dall’ oscurità, che temono la luce, privi di occhi e di fantasia, dediti solo alla calunnia e all’ inganno.
Ma il seme dell’Amore, come il fiore di Loto che nasce nella melma dello stagno, si delinea in quel tratto di linea bianca che contorna una sagoma umana.
Una coscienza nuova che sembra uscire da quel magma di segni caotici e colorati.
Quella cornice antica, grande ed imponente che racchiude l’ immagine, sembra trattenere lo slancio liberatorio di quell’ uomo che avanza.
Sembra; ma come ben sappiamo, non è mai ciò che appare, perchè anche quell’ elemento porta in se una sua storia; una sua storia di grandezza, di un vissuto fulgido e brillante che si riflette in quei frammenti di specchio che assorbano la luce circostante, per rifletterla alla nuova coscienza.
E’ come un veliero in mare aperto; un nuovo Odisseo alla ricerca della sua Itaca natale, pronto ad affrontare ciò che gli Dei malvagi gli pongono innanzi.
Un Ulisse antico e moderno che dispiega le sue vele verso nuovi orizzonti, curioso di tutto ciò che sta oltre, oltre il visibile che lo circonda.
Lo spazio attorno dialoga con lui: che sia una parete bianca o una parete attorniata di oggetti, lui è pronto a dialogare con l’incognito.
Quelle funi che tengono legata l’ immagine stampata su banner, mi riporta alla memoria “il canto delle Sirene” nel XII canto dell’ Odissea.
Le Sirene, creature mitologiche che attraggono i marinai con il loro canto seducente, portandoli a naufragare per poi morire.
Per superare il pericolo, Ulisse si fa legare all’ albero maestro della nave, mentre i suoi compagni si tappano le orecchie con la cera, permettendo cosi solo a lui di ascoltarne il canto e di portare in salvo i suoi marinai.
Antico e moderno si fondono nella narrazione che l’ uomo fa nella sua storia. Antico e moderno sono un tutt’ uno inscindibili senza i quali non sapremmo dove andare; e quest’ opera ce lo dice ?
L’Artista ci propone degli elementi, dei segni, delle immagini che recupera dalla propria memoria, dal proprio subconscio. Poi ognuno di noi li assembla, li decifra, li connette con ciò che ci circondano, e ne tira fuori un proprio significato.
L’Artista intuisce, soffre nella sua creazione, s’ illumina e si esalta, per poi cadere nel piattume del presente che indifferente continua il suo cammino.
“Riflessioni sul tempo” forse è il giusto titolo per quest’ Opera, che all’ inizio dicevamo esserne incerto.
In fondo il titolo è solo come la punta di un iceberg, che ci segnala che qual’ cosa di più profondo sta sotto la superficie.
Spetta poi a noi spettatori, se vogliamo, immergerci fra le onde di questo mare per coglierne le radici più profonde.
“E’ strano come tutto questo possa nascere
da questo semplice schizzo”.








